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Factory Fattori | 26 aprile 2018

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Siamo fragili

Siamo fragili
Saverio Fattori
Bologna 14 luglio 2004
Siamo fragili così seduti sulle poltrone, privati dell’uso degli arti inferiori e superiori, impacciati da un lenzuolo bianco che ci disegna come una montagna innevata, solo la testa in cima alla montagna, consegnata allo specchio. Ci fissiamo, muoviamo il capo cercando il profilo migliore, un’espressione intelligente, alziamo il mento per ostentare virilità, o un’espressione simpatica che sappia irridere la nostra inutilità e l’insensatezza che tutto ricopre. Ma siamo fragili, ci concediamo a te semiparalizzati, inferiori, inermi.
Potresti tagliarci la gola, e non è escluso tu l’abbia fatto in passato. Tanti reduci degli anni ottanta in effetti mancano all’appello, ma sono l’eroina e il virus bacchettone e vendicativo a prendersi tutte le colpe e a mondarci dai nostri peccati. Amen.
Il portiere giù di sotto si fa gli affari suoi, non vuole nemmeno sapere cosa succede al piano ammezzato. Piano ammezzato. Cosa vuol dire? O è il primo piano o è il secondo, cazzo. Io non sono un geometra, io faccio ancora caso alle parole, al loro non significato, al suono che hanno.
Una bimba giù di sotto salta la corda e miagola una filastrocca, è la nipote del custode. Forse. Ha le trecce e un grembiulino azzurro scolastico, una frangetta perfetta e le gote arrossate, ma non diresti che è carina, non tra le più carine per una bimbetta di quell’età, se fosse una nanetta sì, della categoria nane sarebbe un gioiello.
Chi hanno ammazzato al piano ammezzato?
Chi hanno azzannato al piano ammezzato?
Chi hanno ammazzato al piano ammezzato?
Chi hanno azzannato al piano ammezzato?
Chi hanno ammazzato al piano ammezzato?
Chi?
Zitta cretina. Zitta.
È il portiere di origine meridionale che richiama la bimba, un’età indefinibile portata malissimo, la radiolina piazzata su radio uno da sempre, le ultime cellule celebrali bruciate su La settimana enigmistica, sigarette Lido intaccano i polmoni, bollettino religioso con Padre Pio in alto sulla destra, calendario di santa puttana televisiva in altro al centro sulla sua testa. La nipotina dallo sguardo appannato continua a saltare la corda, ma è sempre più in affanno e le parole della cantilena non si comprendono più, sento solo le zeta e sono un tormento per il mio cervello.
Gli chiedo dell’ammezzato, chi sale, chi scende, lui mi guarda, non posso essere uno sbirro, nemmeno un giornalista, si limita a dire che Marco e Pino sono due gran signori, mai un problema, sale anche gente strana, certo, ma che ci possiamo fare? I tempi marciscono tutto, pure la figlia grande di mio fratello, tiene certi tatuaggi e orecchini dappertutto, ma lui dice che studia e non tiene fidanzati. È brava dice. Non lo so, l’ho vista vicino al teatro comunale con certe facce. Iddio lo sa che combina quella. Immagino Orea Malià lasci un sacco di mance a questo uomo dalle folte sopracciglia, che modo compri la sua discrezione, ora non aggiunge altro e mi fissa come a dire vanno su è giù coppie tutte uguali non le vedo più nemmeno con gli occhiali e visto bene da vicino anche tu sei piuttosto strano, e troppo curioso.
Non caverò nulla da questa capra.
Mi avvalgo quindi del motore di ricerca, il sito www.oreamalià.it non mi aiuta molto di più, non mi aiutò al tempo, nel 2004, e non mi aiuta oggi, trovo nella home un’etichetta lasciata da Tondelli.
È un salotto? O un piano bar? O una disko?
O un video game? O uno studio televisivo?
O un loft newyorkese?
O un giardino pensile assiro babilonese?
È Orea Malià.”
Pier Vittorio Tondelli, Scrittore Postmoderno
Detesto espressioni come Postmoderno, Avanguardia, Alternativo. L’avanguardia alternativa non fa sconti comitiva mi rimbalza in testa. Gli Skiantos di Roberto Freak Antoni, altro amico&partente, così potente nelle sue esternazioni artistiche, ermetico e implosivo di persona, timidissimo, contraddizioni che hanno smesso di contraddirsi il 12 febbraio 2014, lo intervistai al Casalone, dal portafoglio gli caddero una cascata di santini, difficile dire se fosse una collezione trash o una inaspettata forma di religiosità feticcio.
Chissà se oggi il portinaio sarà ancora al mondo o se le Lido avranno fatto un nido di malattia. Che ne sarà di quella bambina che saltava la corda? Oggi avrà circa sedici anni, sarà intrattabile e vanitosa o complessata e problematica, la sorella sarà uscita dalla fase punkabbestia per approdare finalmente al primo matrimonio sbagliato.

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