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Factory Fattori | 11 Dicembre 2019

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E se correre*

E se correre*
Saverio Fattori

(As fellow runner, Cameron McKenzie from Brookville High School (right), runs on) Brock Hanna (left, on ground), from Marion High School, hits the ground hard after falling during the boys 300 meter intermediate hurdles run during the 2008 Group AA Boys and Girls State Track/Field Meet.

E se correre ti facesse diventare più tonto, se non fosse affatto vero che la corsa può indurre la produzione di nuovi neuroni, oppure se tu questi nuovi neuroni li usassi male, li usassi solo per concentrarti sull’acquisto di una intermedia da allenamenti veloci anzichè di una superleggera inaspettatamente protettiva?

E se correre ti svuotasse di ogni altra energia vitale, se iniziassi a considerare gli intervalli di vita tra un allenamento e una gara un semplice e necessario recupero?

Se ti usurasse le cartilagini delle ginocchia irreversibilmente? Se ti sfibrasse le masse muscolari?

Se ti impedisse di fare una vacanza selvaggia on the road senza prenotazioni di hotel, se ti bloccasse, se il pensiero fisso ti negasse altri mondi paralleli, o lo stimolo a fare qualcosa che non sia solo turismo, se la giornata dovesse continuare ad avere come baricentro imprescindibile almeno un medio con progressione finale?

Se la sera crollassi demolito da otto mille, se non riuscissi ad arrivare alla fine di quel maledetto capoverso di quel meledetto libro che non hanno ancora fatto il film, che se avessero già fatto il film e qualcuno ti chiedesse Hai letto il libro di Pinco Pallo che ha vinto il premio Strega tu potresti dire No, ma ho visto il film.

Se i Mi piace sotto le tue foto in spinta atletica che metti su Facebook fossero falsi, se fossero il risultato di tic nervosi che si irradiano dal metacarpo al mouse, null’altro di questo, se non fossero tutti ammiratori delle tue gesta podistiche? Anche le donne che mettono Mi piace, è inutile che al secondo Mi piace in corsa ti precipiti in chat privata. Inutile. È sposata e ha un figlio alto come te, e ci vuole poco, ti ha fatto notare.

Se mettessi a fuoco che è una specie di prigione di lusso questa consuetudine giornaliera? Se ti rinchiudessi nel tuo piccolo mondo fatto di sacrificio e sane abitudine, un mondo rigoroso e ripetitivo? Quante volte ignari conoscenti curiosi ti hanno chiesto così tanto per noia, perchè non sapevano che dirti:

Ma corri sempre?

Ora non sto correndo, sto parlando con te.

Ma quante volte corri alla settimana? Tutti i giorni?

Certo, tutti i giorni.

Ma bravo, tu sei bravo, mica io, ma è pazzesco.

No è normale. Tutti quelli che corrono davvero corrono tutti i giorni. Capisci? Puoi capirmi? Puoi capire quel “davvero”? Quell oche intendo? Potete capirmi tu e tutti i maledetti giocatori di calcetto del mercoledì, tu e i partecipanti ai corsi di Fit bike, Treadmill, Pilates?

No ma io veramente, cioè, è mia moglie più che altro…

Potete capirmi voi che avete bisogno di tribù danzanti e stregoni sapienti? Voi che iniziate con i riti per la prova costume a maggio per agosto? Voi che devono cambiarvi sempre il corso, che devono inventarsi variabili sempre più assurde per farvi muovere il culo?

Oh tranquillino però. Adesso vai, vai corri, corri fino a che non salti in terra va… va corri, sparisci che è meglio, e sta attento visto mai che ti asfaltano.

E se correre facesse diventare più nervosetti e intransigenti? Magari ce l’hai una ragione buona per correre, ce l’hai davvero, se non dilapidassi così energie vitali non saresti un grande scienziato o un artista, un grande amatore. Magari se non corressi saresti potenzialemente pericoloso, per te e per gli altri. Se non corressi saresti uno di quelli che fanno risse insensate per una precendenza, saresti un serial killer tra i più pagati, un narcotrafficante, saresti troppo esuberante se non ti stordissi di endorfine, saresti un’altra persona. Sei sicuro di conoscerti?

  • Articolo già uscito  per la rivista Correre