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Factory Fattori | 18 Gennaio 2020

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Alienazioni padane #11

Alienazioni padane #11
Saverio Fattori

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CONSIGLI E INCIDENTI. CINQUE

Il pensiero della morte inteso come introspezione sul mistero porterebbe a stati di alienazione insanabili e al crollo di qualunque sistema socio – economico. La gente sarebbe aggredita da angosce paralizzanti, smettendo di conseguenza di uscire a cena, di acquistare autovetture e qualunque altro genere di consumo. Non riuscirebbe a concentrarsi sui film presi a noleggio perché qualunque trama o vicenda risulterebbe per nulla stimolante rispetto al mistero della morte, qualunque attività commerciale sarebbe arrivata in poco tempo al collasso. Quale lavoratore dipendente prenderebbe a cuore problematiche produttive così scosso da turbe e oscure meditazioni. Come dare ascolto a un caporeparto che ti chiede di spostare contenitori di ingranaggi industriali con un carrello elevatore, quando la nostra mente inciampa nel pensiero delle nostre carni aggredite dagli enzimi della terra, vermi e microrganismi nati dalla decomposizione. Il gioco della seduzione probabilmente sarebbe meno complesso, l’istinto animale non verrebbe annientato, il sesso libero troverebbe giustificazioni che solo alcune religioni monoteiste fingerebbero di non comprendere.

Carlo ha un’emissione di sperma lenta e abbondante, magmatica, un flusso costante senza un vero e proprio getto, Jusy lo ha notato solo recentemente, il ginecologo le aveva consigliato di interrompere l’assunzione della pillola anticoncezionale, quindi Carlo esce diligentemente dal suo corpo per spegnersi contro un fazzolettino Tempo all’altezza dell’ombelico di Jusy.

eiaculazione

Jusy un martedì aveva fatto scivolare il fazzoletto giù dal comodino: inarcando la schiena e simulando un gemito aveva mandato la mano destra a cercare il Tempo. Di lì a poco Carlo le aveva eiaculato sulla pancia spalancando gli occhi smarrito e scusandosi per il pastrocchio che aveva provocato, con le mani seguiva i rivoli che dal ventre piatto di Jusy scendevano a imbrattare la coperta. Jusy aveva assistito attenta a quella fuoriuscita grigia e abbondante poi aveva detto che non c’era proprio un cazzo da scusarsi, aveva intinto un ditino nell’ombelico e se l’era portato alla bocca fissando il tenero Carlo che si stava già riabbottonando i pantaloni.

Il capo turno Pacinotti mi aggredisce, per il momento solo verbalmente, le guarnizioni adesive FTC52488458 non attaccano, la parte adesiva risulta mancante in alcune zone o la qualità del collante è difettosa, altre volte invece il collante è troppo aggressivo, quando le ragazze sbagliano nell’applicare la guarnizione sulla parte in plastica ABS poi non riescono più a staccarla per farla aderire correttamente seguendo le angolature del pezzo.

Almeno questo è quanto mi pare di capire tra bestemmie e particelle di saliva schizzate sulla mia faccia dai denti larghi di Pacinotti.

Ero partito volenteroso subito lesto al suono della campana alle 8.30 dall’ufficio Controllo Qualità verso il reparto produttivo, la catena di montaggio dove si assemblano parti meccaniche per condizionatori d’aria per auto, carico di sensi di colpa per il mio grembiulino bianco e per la mia supposta posizione privilegiata nei confronti dei “Produttivi”.

… e poi le plastiche “PRESENTANO BAVE” e ci venite voi a “sbavare” le plastiche, le ragazze hanno 62 secondi a pezzo, devono produrre e non cazzeggiare come certi paraculi col grembiule bianco. Cenni di consenso e frasi spezzate arrivano dal ventre della Linea Produttiva.

Dovrei sbattermene il cazzo, dovrei sbattermene il cazzo alla grande, rispondere cazzi vostri, toccare il culo alle più carine, strizzare i coglioni al capo reparto fino a fargli scoppiare gli occhi; potrei dare di matto, scaraventare a decine di metri gruppi ventilanti e scambiatori di calore, potrei fare davvero male a qualcuno, invece balbetto di fantomatiche telefonate ai fornitori del materiale difettoso, scarti di interi lotti, sanzioni economiche nei loro confronti, insomma vengo colto dalla sindrome detta del “Sottosegretario del Governo D’Alema”, questa provoca balbuzie e scariche diarroiche nelle sue forme più leggere.

In mensa qualcuno a fianco a me parla di un terrorista del PKK arrivato in Italia con due parlamentari italiani di Rifondazione Comunista, dei due parlamentari sapevo io, di cos’è il PKK pure, il tipo che mi siede accanto si limita a dire che in Italia di terroristi ne abbiamo già abbastanza senza importarli dalla Turchia. Taccio. Il giorno prima aveva parlato di Formula Uno, il giorno dopo avrebbe parlato di una strage nel bergamasco: il padre, guardia giurata aveva sparato alla moglie, ai due figli e a un vicino di casa che sospettava essere l’amante della moglie.

La gramigna alla paesana mi si strozza in gola. Gli argomenti sono derivati dal sommario dell’edizione serale del TG5 del giorno prima; nella migliore delle ipotesi si commentano tette, culi e bocche delle segretarie inavvicinabili che lavorano negli uffici e hanno mansioni impronunciabili, rigorosamente in inglese, l’unico ufficio che ha cambiato nome senza cambiare lingua è l’Ufficio Personale.

Trovo sinceramente che Risorse Umane sia una definizione commovente ed emozionante, sa di cose robuste e dense, sostanziose, le Risorse Umane fanno spessore nell’efficienza, ma anche nella solidarietà, le risorse umane sono duttili e naturalmente flessibili e come liquidi vanno ad occupare gli spazi aperti e si arrestano fatalmente davanti a improvvisi sbarramenti, sbattono contro a mercati saturi, congiunture internazionali, insicurezza dei nuovi mercati. Il Dottor Mantoni pare davvero un buon uomo, molto umano, per l’appunto, cortese anche con gli interinali e con gli extra della ditta esterna di pulizie, si chiude alle spalle la porta di vetro dell’ufficio che dà sul corridoio bianco ospedale, ha l’aria un po’ dimessa di chi non è ancora conscio della posizione sociale che ha conquistato. Molti dei colloqui di lavoro riguardano personale interno che ambisce a posizioni di maggior prestigio, o di presunto tale. Carrellisti che vogliono andare a lavorare all’Ufficio Tecnico, operai della produzione interessati a job opening per un posto alla manutenzione o ai Servizi Generali. Poi ci sono quelli che fanno un colloquio per una qualunque job opening che si apra come prospettiva, rivelando con questa presunzione di poliedricità di non avere alcun talento specifico, né particolari attitudini, ma solo un disordinato stato di alienazione da lavoratore dipendente frustrato.

Il Dottor Mantoni si vede sfilare davanti le solite facce per decine di job opening. Non dice di no a nessuno, entra dolcemente nell’intimo e nella personalità dell’individuo, nelle sue aspirazioni e nel suo quotidiano, fa larghi sorrisi poi li richiude sottili, comprensivo, le strette di mano sono robuste accompagnate anche dalla mano sinistra, vedrà, vedrà…