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Factory Fattori | 11 Dicembre 2019

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Alienazioni padane #17

Alienazioni padane #17
Saverio Fattori

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Il lunedì nessuno accenna all’Inter, con l’ultima sconfitta interna ha definitivamente abbandonato velleità di scudetto nonostante la campagna acquisti sopra le righe. Qualcuno dice che ancora non ci crede e lascia l’ufficio sbattendo la porta, allude alla brutta fine di Piero, non all’Inter.

Io non so mai cosa dire in queste occasioni, non riesco a dire che ci vorrebbe la pena di morte o che il buonismo del centro sinistra ci ha buttato in paese un sacco di facce di merda grigie e caffellatte pronte a tagliarci la gola per pochi spicci col Corano sottobraccio. Non ci provo nemmeno a dire che dalla casa di Piero non manca uno spillo e che il sostituto procuratore col nome di donna ha dichiarato alla stampa che secondo i primi rilievi la vittima molto probabilmente conosceva l’assassino al punto che erano entrati in casa assieme o in rapida successione. Proprio bravi questi di Parma, i migliori per un cazzone qualunque come Piero.

Faccio una cernita sommaria dei Fogli Accettazione dei materiali, cerco di alzare gli occhi dalla scrivania il meno possibile, sento addosso quelli dei colleghi che non si sono ancora tolti le giacche incuranti del segnale acustico delle otto e trenta. Qualcuno ha avuto cura di passare dal fioraio stamattina presto, il mazzo di fiori colore pastello poggia inclinato sulla sedia dietro la scrivania di Piero. Il cassetto è pieno di biro, matite, evidenziatori, sono centinaia gli oggetti di cancelleria accumulati negli anni, gli oggetti ritenuti interessanti non più funzionanti hanno uno scomparto dedicato a loro, per lo più sono grosse biro multicolori, si seleziona il colore spingendo la levetta, smettono di funzionare quasi subito buona parte dei colori, ricordano le elementari, altre hanno il logo della nostra azienda o di altre aziende fornitrici, ricordano che le elementari sono finite da un pezzo.

Figurine Panini dei calciatori del campionato italiano di calcio di serie A, alcuni hanno lievi strabismi, capelli lunghi dietro le orecchie, la barba di alcuni giorni, lo sguardo è severo, conscio della responsabilità che una larga fetta della popolazione ha affidato loro, il peso greve delle aspettative di milioni di sventurati poggia su giovani e forti spalle rubate al mondo metalmeccanico e agricolo… questo si chiama Del Vecchio.

del-vecchio

Erano i più bravi nel campetto del prete, fuggivano sulla fascia verso la porta. Poi le giovanili, il padre attaccato alla rete a urlare consigli, poi via verso gli astri anno dopo anno, fino alle figurine Panini.

Sopra le figurine raccolte a mazzi fermati da elastici gialli ci sono le sorpresine degli ovini Kinder, alcune intuizioni meccaniche di questi oggettini denotano una creatività commovente.

CONSIGLI E INCIDENTI SETTE

Figurine e sorpresine stanno a testimoniare di quanto sia difficile uscire dallo stadio scuola elementare. Specie nei maschi della mia generazione, molti invecchiano senza mai essere stati davvero giovani, è venuta a mancare la forza trasgressiva di contrapposizione ai genitori e alla società propria di generazioni di altre ere geologiche così vicine e già così remote. I miei colleghi hanno soppresso da sempre qualunque autentico spirito di ribellione, limitandosi a rimostranze morbide, tese a raggiungere oggetti il cui possesso li integrasse più stabilmente nelle comuni regole del gioco sociale subìto passivamente o con entusiasmo. I genitori avevano simulato resistenza nel concedere ai figli zainetti firmati e scooter giapponesi, meglio fichetti che drogati. I nonni avevano fatto la loro parte elargendo contributi economici consistenti per i loro nipotini rapiti da colori pastello e sogni modesti. In un battito di ciglia loro sarebbero stati cenere e foto sopra due date sul marmo e i loro nipotini vecchi rassegnati, settanta-ottanta anni col pilota automatico, bendati su una strada segnata e agevole.

Riccardi sta raccogliendo i soldi per una corona o per una busta per opere di bene, arrivano anche da altri reparti dell’azienda, lo sgomento è sincero, si è posti di fronte a qualcosa di terribile i cui contorni sfuggono. I film americani sui serial killer non li hanno mai aiutati a capire un cazzo, sangue in quantità industriali che serve solo ad imbrogliare l’essenza della morte e paradossalmente a negarla. La violenza al cinema o alla TV, volgari messaggi che inibiscono naturali istinti animali di distruzione propri della nostra specie.

Piero viveva solo in un appartamentino mansardato di cinquantacinque metri quadrati sul corso principale del paese, non faceva altro che lamentarsi/vantarsi di quanto fosse costosa la vita da single. I genitori abitano a dieci porte di distanza, Piero si presentava tutti i giorni puntuale a pranzo e cena, il sabato a pranzo portava in omaggio all’anziana madre almeno due sacchettoni di nylon nero con gli indumenti da lavare. Non aveva mai fatto spesa in un supermercato o comunque non aveva mai avuto a che fare col reparto alimentari, non aveva idea di quanto potesse costare un litro di latte o un etto di prosciutto crudo, preparatissimo sui pacchetti turistici per Santo Domingo o per il Mar Rosso e sulle opportunità last-minute. Al mutuo provvedevano i nonni paterni, d’altra parte era l’unico nipotino e il suo comportamento non aveva mai destato preoccupazioni, erano sempre i nipoti degli altri ad andare male a scuola, a frequentare brutte compagnie e a drogarsi.

Piero. Otto anni seduto nella scrivania a fianco. Otto anni e un solo dialogo stimolante. Era autunno, le vendite in calo, voci preoccupanti dal Marketing . Lui sosteneva che i comunisti sono facilmente riconoscibili dal fatto che non sopportano alcun tipo di aria condizionata, in macchina come in qualunque altro ambiente. Io dicevo che si scoprivano quando ostentavano la Guide Routard in vacanza. Poi ci eravamo accusati a vicenda di essere comunisti. Ma a livello inconscio. Forse in una precedente vita

Anche in mensa l’aria è strana, si cita a voce bassa il TG che ha parlato di qualcosa di insolitamente molto vicino a noi, la notizia era ruzzolata rapidamente fuori dai titoli, qualche giornalista randagio continuava a percorrere il corso sempre meno eccitato, stavolta non c’è l’effetto morboso del delitto a sfondo sessuale, i particolari sono meno raccapriccianti/eccitanti.

A tavola non c’è la solita ostentazione di superficialità. E’ facile parlare del Medio Oriente senza saperlo trovarlo sul mappamondo o di Formula Uno quando ci si imbroglia a parcheggiare anche nei parcheggi degli Iper. Ma non si riesce a dire nulla di definitivo su un collega che ti ha mangiato di fianco per dieci anni sgozzato nel suo appartamento sulla via principale del paese. Si ordinano i piselli da una parte del piatto rifinendo di forchetta e si rimastica lo stesso boccone di lombatina al limone all’infinito con gli occhi persi nel menu del giorno dopo.

Passato di carote con le fette biscottate, maccheroncini al gorgonzola, maccheroncini in bianco, polpette con piselli, pollo arrosto, insalata mista con grana, tutto scritto con un pennarello nero nella lavagnetta posta in alto dietro il bancone dove le signore ingentilite dal bianco servono cortesi. Dopo la lavagnetta si susseguono riproduzioni di quadri di Marc Chagall. Curioso.

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La corona reciterà ERI UNO DI NOI, IL MIGLIORE. I COLLEGHI.