Image Image Image Image Image Image Image Image Image Image

Factory Fattori | 11 Dicembre 2019

Scroll to top

Top

Cosa rimane di Rio (Vanderlei Cordeiro de Lima)

Cosa rimane di Rio (Vanderlei Cordeiro de Lima)
Saverio Fattori

Generated by IJG JPEG Library

Ho lasciato a decantare gli ultimi giochi olimpici, ho cercato di capire cosa era rimasto dentro di me di quelle notti strane passate in un dormiveglia allucinato. Mi rendo drammaticamente conto che tutto brucia come un cerino, passato il down, la depressione post cerimonia finale, la fine dei giochi, la fine di un’altra estate, poco mi ha scosso davvero nel profondo, rimane solo una malinconia vaga.

Sì, quei quattrocento metri pazzeschi corsi da un sudafricano che non ha mai visto i suoi avversari, Mo Farah, certo, puoi farlo ruzzolare come un birillo ma stai certo che lui l’ultimo giro asfalta tutti, regolare che asfalta tutti, Bolt, che dire ormai di Bolt, boh, fate voi. Va molto forte ed è molto simpatico. Peccato non abbia più avversari, peccato che la barca della velocità navighi in totale assenza di vento.

In realtà per il mio cervello scaleno l’unica cosa davvero rimasta a disturbare i pensieri si riferisce alla cerimonia d’apertura, perchè per noi italiche genti dedite alla corsa era inizata davvero strana. L’ultimo dedoforo designato all’onore di accendere il bracere olimpico era Vanderlei Cordeiro de Lima, che non è un navigatore portoghese esploratore di nuovi mondi oltre Oceano come potrebbe sembrare da questo nome. De Lima è un maratoneta di qualche anno fa che desta ancora un certo imbarazzo dalle nostre parti, un nome quasi sottaciuto, evocarlo provoca eruzioni cutanee, arrossamenti, afonia, sguardo sfuggente. Un pazzo lo fermò al chilometro trentacinque della maratona olimpica di Atene, un ex prete irlandese in kilt lo trattenne per alcune decine di secondi che a rivedere il filmato lo sembrano eterni, un tempo lunghissimo, continuava a schiacciarlo sull’asfalto, a tormentarlo, poi erano spariti dall’inquadratura, una lotta assurda tra i due era continuata tra gli spettatori, uno di questo lo malmenò. L’uomo in kilt si era già reso protagonista di altre invasioni spettacolari, ma quel giorno ad Atene avrebbe raggiunto l’apice della carriera, se la cavò con una multa di tremila euro e in seguito con una scomunica della Chiesa cattolica.

Finalmente de Lima era poi riapparso sulla strada, incredulo, un po’ disperato, non era arrabbiato, durante il placcaggio aveva i tratti del viso tirati in un pianto, una maschera tragica, la faccia di un uomo che giovane sembra impossibile da immaginare, quella fisicità che ci ricorda un Magnani, o un Marchei, gente che a rivedere le foto in bianco e nero non ci credi che andassero così forte. Anche a Vanderlei quel giorno ad Atene nessuno aveva creduto, sembrava un uomo stanco, molto stanco, avviato alla calvizie, lo guardi e non ti vengono in mente le spiagge brasiliane, il carnevale, le donne procaci, ti sale dentro come una fatica atavica, dolorosa, e la sua poteva sembraresolo una fuga pacco, il solito soldato di trincea che vuole essere eroe per un pezzo di Storia per poi cedere il passo ai veri protagonisti, ma NON era una fuga pacco. Solo un evento bizzarro e insensato avrebbe invaso il sogno lecito di un uomo in stato di grazia, ma la scena era quella di un incubo, gli Dei quel giorno gli avevano dichiarato guerra. Il resto della storia noi italiani la conosciamo bene.

De Lima aveva avuto paura vera quel giorno ad Atene, quel tipo avrebbe potuto essere armato, ecco quel pianto cos’era, terrore, aveva pensato che quel giorno non avrebbe perso solo una medaglia d’oro, aveva messo in conto la morte, che è la sfiga all’ennesima potenza, la sfiga assoluta.

Stefano Baldini finiva con dodici chilometri fantascientifici per prendersi la più bella vittoria di quella edizione olimpica, all’ultimo tedoforo di Rio sarebbe toccato comunque il podio come parziale risarcimento. Noi abbiamo rimosso, ma in Brasile de Lima è un eroe, un giocatore di basket del suo paese arrivò ad offrirgli la sua di medaglia d’oro olimpica, medaglia rifiutata, ma questo episodio ci racconta dell’impatto emotivo che quell’episodio scatenò nei brasiliani, de Lima che in quell’anno fu nominato atleta brasiliano dell’anno. Certo, noi italiani continuamo a ripeterci che Baldini quel giorno era un uragano impossibile da arginare, la verità indicibile è che non lo sapremo mai, non sapremo mai dove quello strano maratoneta tutto curvo e senza età dagli occhi profondissimi sarebbe potuto arrivare quel giorno incantato. ba

Di Rio mi rimane che oggi terrei per Vanderlei Cordeiro de Lima.

Articolo uscito sul mensile Correre