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Factory Fattori | 25 Giugno 2019

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12:47#1 (Dai che domani è venerdì)

12:47#1 (Dai che domani è venerdì)
Saverio Fattori

Libro primo: Le colpe degli umili

Domani sparerò in mensa. Svolgerò regolarmente le mie mansioni nel tutno della mattina, quello che va dalle 6 alle 13:30. Timbrerò il cartellino, preleverò come sempre il cutter e i guanti dall’armadietto. I miei movimenti saranno ancora più lenti, il giorno dell’apocalisse richiede una liturgia di gesti precisi e armonici. in questo momento non saprei dare un senso a tutto il sangue. Sparerò nel mucchio, perchè una sola cosa ho capito in trent’anni di fabbrica. Ho capito che nessuno è innocente. Tutti si macchiano di crimini. In questo posto maledetto tutti si macchiano di crimini. Il delitto colposo, il più stupido e insopportabile, il più indecente, il più indecente.

Entrare in mensa e sparare a cazzo, perchè quando i nemici sono invisibili, quando non si manifestano a viso aperto, allora tutti sono nemici. Perchè l’assassinio strategico è fuori dalla Storia e dalla miserabile cronaca. Qui dentro nessuno si merita l’onore di una esecuzione. Questa gente si merita solo una pallottola vagante. Negli ultimi giorni ho riflettuto molto. Ci sono personaggi che non devono sfuggire alla mia vendetta? O altri che meritano la salvezza? All’inizio di questa settimana mi ero intestardito a stilare una lista di Buoni e Cattivi. La segretaria che era stata gentile agevolandomi nell’acquisizione di un documento .Buona. Salva. Il diretto superiore che non aveva saputo opporsi al mio ridimensionamento, benchè conoscesse la mia abnegazione. Cattivo. Buco in fronte. Idiozie. Inutili tormenti d’animo, intralci nella fase dell’azione. Ripeto: non si tratta di esecuzioni. Così agirebbe un dio sensato, uno di quelli a cui vi ostinate a rivolgervi in preghiera. Si tratta invece solo di sparare con un fucile mitragliatore, a raffica, si tratta di affidare la vita e la morte al caso. Non sono riuscito a individuare persone da salvare senza rimpianto o da condannare senza pietà. Non esite un capo reparto particolarmente malvagio che sale a mangiare in mensa alle 12:47. Ma alcuni tra di voi insisteranno: perchè non giustizi il direttore di stabilimento e tutti i suoi cortigiani e risparmi i poveri operai costretti alla catena di montaggio? Perchè non sali dalle 13:25 e le 14 quando sono assisi solo loro, porporati e chierici distribuiti a contatto di gomito in quei tavoloni quadrati, a quattro per ogni lato, a ridere e cianciare di gatroscopie, ragadi anali e massimi sistemi mentre giù sotto il brulichio delle laboriose formichine è in pieno fervore? Allora proprio cominciamo male e davvero non avete capito un cazzo.

Le 12:47 sono solo l’ora di massimo afflusso in sala mensa.