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Factory Fattori | 11 Dicembre 2019

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12:47#3 Lidl e Astra

12:47#3 Lidl e Astra
Saverio Fattori

Ho vissuto i miei ultimi giorni in perfetta simbiosi con questo luoghi in perfetta simbiosi con questo luogo, nessun radiogiornale, nessun contatto telefonico con persone che non attengono a questo luogo, nessuno stimolo etico, culturale o politico. Potrebbero distrarmi dal progetto finale. Nessuna informazione dall’esterno. Leggo l’oroscopo del mensile Astra e i cataloghi dei supermercati. Nei punti ristoro potrete trovare solo queste due pubblicazioni.

Ma voi maledetti continuereste a non capire, a capire le ragioni di questi sforzi, direste che è un problema mio, tutto dentro al mio cervello, direste che vedo nemici che non esistono, che penso troppo, fino ad aver degenerazioni delle cellule celebrali. Arrivereste ad affermare che ho vissuto in uno stato di allucinazione perenne. Mi sembra di sentire le vostre obiezioni. Affermerete che questa è un’azienda modello, il modello emiliano che si fregia di fornire climatizzatori anche a Ferrari. Nessun conflitto apparente, tutto è armonia, unità di produzione senza forzature, tutto regolato da contratti firmati dalle parti. Ognuno al posto suo e ognuno ha un posto assegnato. Solidi contratti a tempo indeterminato, niente extracomunitari o disperati dalle agenzie interinali, siamo tutti indigeni, ci conosciamo da sempre, quelli che non sono morti giovani in incidenti stradali li vedremo invecchiare, ci vedremo invecchiare, l’un l’altro, vedremo specchiato il nostro decadimento nel volto del collega . Ci conteremo le rughe, verificheremo l’avanzare delle stempiature nei maschi, l’avanzare dell’adipe sui fianchi nelle femmine, in realtà l’abitudine non ci fa cogliere davvero i cambiamenti.

Poco di tragico. E’ solo erosione di vite spese male.

Per ora in bacheca arrivano solo notizie di anziani genitori deceduti e i relativi ringraziamenti, qualcuno si è occupato della raccolta fondi per i fiori e le offerte che andranno in beneficienza. Qualcuno è stato assente per gastroscopie e altri esami specialistici a fronte di qualche brutto sintomo.

Siamo arrivati qua dentro passando per l’asilo infantile, la scuola dell’obbligo, la piscina comunale e le volate in motorino. Questa fabbrica benevola ci accompagnerà fino alla casa di riposo e alla morte, solo dopo aver abbattuto il cartogesso della pensione. A noi nessuna recessione ci piega, la globalizzazione non ci ingoia. Siamo l’Isola Socialdemocratica. Non c’entriamo un cazzo con la Bassitalia, non siamo gli estremisti padani del nord est indignati e volgari, niente locali lap dance nella zona artigianale, niente centri commerciali mostruosi. Niente polo chimico che vomita morte lenta dalle ciminiere. Niente montagne di immodizia. Niente morti ammazzati. Siamo un’isola moderatamente felice.

O meglio, il concetto di felicità non ci interessa. Troppo vago.

Se vi foste fatti un giro per i reparti accompagnati dalla signorina Paveri avreste notato decoro, ordine e pulizia (sappiate però la direzione prima delle vistite esterne sottopone le zone produttive a spietati restyling chiamati 5S), nessun odore molesto di plastiche fuse nè oli lubrificanti bruciati. La signorina Paveri si occupa di relazione esterne e organizza corsi di aggiornamento. E’ una femmina trampoliere molto distinta che detiene ancora i record provinciali di salto in lungo e salto in alto. Vi avrebbe fatto camminare sul limite esterno delle linee di assemblaggio dei climatizzatori destinati a Ferrari di Maranello e Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco, corsie delimitate da lunghe striscie gialle. Sarebbe stata molto accurata nella descrizione delle operazioni e seducente nei modi.

Caschereste quindi nell’inganno. In fondo non ve ne faccio una colpa.

Chiedo solo che leggiate queste pagine, solo per farvi conoscere la parzialità della mia storia. Nessuna verità assoluta. La verità è sopravvalutata.