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Factory Fattori | 25 Giugno 2019

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LA CORSA PER TUTTI 2.0 (Metti una sera alla Sala consigliare di San Giorgio di Piano)

LA CORSA PER TUTTI 2.0 (Metti una sera alla Sala consigliare di San Giorgio di Piano)
Saverio Fattori

Una serata di dicembre nella sala consigliare di San Giorgio di Piano con la Dottoressa Serena Moretti, laureata in Farmacia e Scienza della Nutrizione, specializzata in dietetica applicata allo sport, Ubaldo Pedretti psicologo dello sport, Alessio Guidi Presidente del gruppo Passo Capponi, Roberto Erioli responsabile tecnico del gruppo 9.92 Running.

San Giorgio di Piano è un piccolo centro della pianura bolognese e da qualche anno il comune ha abbracciato la causa della corsa con un attaccamento quasi commovente, hanno l’entusiasmo e la curiosità degli absolut beginner, organizzano corse non competitive e incontri affollatissimi di pubblico nella sala consigliare per approfondire le tamatiche del podismo con specialisti. Quando un assessore alla Cultura, tale Mattia Zucchini, incontra sulla via di Damasco la corsa e i suoi derivati allora succedono cose “strane”. Lo scorso anno ad esempio la biblioteca comunale acquistò una ventina di libri sulla corsa, per lo più narrativa, anche titoli importanti in senso lato come “La solitudine del maratoneta” di Alan Sillitoe e “L’arte di correre” di Murakami, nella speranza che il Podista 2.0 oltre che buona forchetta potesse essere anche forte lettore.

Se correre oggi è sempre più parte di un concetto più ampio di wellness, inevitabile fare i conti con l’alimentazione, la Dottoressa Serena Moretti 

ha aperto la serata cercando di chiarire concetti generali, buoni per tutti, ed elementi utili a chi pratica uno sport aerobico. L’educazione alimentare deve iniziare in casa, dalla prima infanzia, quasi nessuno è condannato all’obesità, attraverso il movimento e la conoscenza degli alimenti nulla è precluso, la salute è uno stato di benessere psicofisico. Il nemico non sono tanto le calorie, quanto i picchi glicemici, gli zuccheri semplici sono da limitare, ma di carburante chi fa sport non ne può fare a meno. Come gestire la faccenda durante un periodo di allenamenti intensi? La prima colazione dovrebbe essere varia e digeribile e comprendere sia carboidrati che proteine, cercando di tenersi alla larga da latte e latticini, specie se stagionati, a pranzo sarebbe preferibile un “piatto unico”, ad esempio riso integrale e lenticchie, leggero, così che dopo un riposo pomeridiano l’atleta sia in grado di sostenere l’allenamento pomeridiano nelle migliori condizioni di ricarica dei depositi tessutali di glicogeno, al termine della seduta sarà bene consumare una piccola merenda prevalentemenente liquida e di buon contenuto energetico di origine glucidica, dopo uno sforzo intenso l’organismo tende all’acidosi e occorre bilanciare con alimenti alcalini, reperire una tabella che divide gli alimenti acidi da quelli alcalini è piuttosto facile, ma prima di procedere a modificare il proprio regime alimentare è sempre consigliabile rivolgersi a specialisti accreditati. Il pasto serale deve considerarsi il pasto più rilevante da un punto di vista quantitativo e dovrebbe essere prevalentemente proteico. La Dottoressa Moretti è tra le sostenitrici dello scarico e ricarico dei carboidrati nella settimane che precede la gara, scarico i primi tre e ricarico gli ultimi tre, fino quattro ore prima si può consumare una modica quantità di carboidrati a basso indice glicemico per evitare i picchi glicemici. Ogni “regola” va comunque verificata individualmente perchè ogni atleta è diverso e mai sperimentare improvvisamente qualcosa di nuovo prima di una gara a cui si tiene. Buona regola consumare pesce almeno tre volte alla settimana e nessun problema per i vegetariani che dovranno però inserire integratori di vitamina B12 come pratica quotidiana.

Chi fa sport agonistico deve far ricorso a integratori o comunque una dieta sana, varia ed equilibrata è sufficiente a supportare l’attività? E’ la domanda di sempre, per ogni stagione. Sono scelte personali o da concertare insieme all’allenatore e un dietologo nutrizionista specializzato, di certo oggi le conoscenze ci sono per orientare l’eventuale integrazioni evitando strade inutili o dannose, i semplici esami del sangue possono dare indicazioni su eventuali deficit (anemie ad esempio) o altre anomalie.

Ubaldo Pedretti psicologo dello sport ha cercato di aprire qualche crepa di riflessione nella fede incondizionata del Podista 2.0, la corsa è un esercizio molto facile, relativamente economico, non ha bisogno di particolari strutture, e proprio questa semplicità e democraticità assoluta la espone trabocchetti, la corsa è il “pusher sotto casa”, va praticata cercando di “ascoltarsi”, l’obbiettivo finale è ragionare con il proprio corpo, siamo animali razionali, in quanto animali non siamo fatti per la sedentarietà, ma il corpo e la mente devono unirsi in un processo di elaborazione. Spesso si leggono articoli che enfatizzano esageratamente i benefici derivanti dalla corsa: chi corre vive più a lungo, è più sereno, positivo, laborioso, intelligente, sessualmente instancabile, insomma un essere superiore e indistruttibile. In effetti male non fa se praticata in modo equilibato e ci possono essere benefici concreti in casi di depressioni reattive, ossia scatenate da fattori concreti, ma la corsa non è un antidoto alla depressione endogena che spesso va curata con farmaci. L’attività ricretiva è sempre positiva, ma la motivazione dovrebbe ludica, uno scarico sensato e ordinato della naturale aggressività, l’aggressività è propria dell’essere umano e lo sport serve a controllarla. Specie nel bambino è uno strumento importante per la crescita, è fondamentale convogliare l’energia adattandola a un sistema di regole stabilite. Ma l’agonismo, specie in età avanzata, quella dei Podisti 2.0, per intenderci, è potenzialmente insidioso, è meglio misurarci con noi stessi rispettando e capendo il nostro corpo, senza ossessioni di cronometro e senza porci obbiettivi troppo ambiziosi, nessun dottore ci prescrive di correre a tutti i costi una maratona.

Ma chi è questo Podista 2.0? E’ un podista che si è avvicinato in tarda età alla corsa, per lo più dal nuovo secolo, non ha grosse ambizioni cronometriche, è cosciente (nel migliore dei casi) di non avere attitudini fuori dal comune, avendo abbracciato uno sport non in età giovanile sarebbe impossibile una carriera importante, a volte è arrivato alla corsa dopo aver frequentato palestre o corsi di vario tipo, all’inizio voleva solo dimagrire, iniziare o continuare uno stile di vita sano, vuole invecchiare bene, ossia molto lentamente… e con stimoli nuovi, fa gare in giro per l’Italia e nel mondo, a volte la gara (in genere si tratta di Maratone, gara per la quale va ghiotto) diventa una scusa per conoscere nuove persone e visitare nuovi luoghi. Quindi si affida a un gruppo bene organizzato, capace anche di organizzare trasferte, tenda per cambiarsi, libagioni, ironia e buona compagnia, non scappa via da solo con la propria auto appena finta la fase di defaticamento post gara o dopo le premiazioni di categoria (raramente è interessato a questo aspetto), rimane alla tenda. Questo esprit nouveau è ben rappresentato dal gruppo Passo Capponi di Alessio Guidi, il nome del gruppo nasce dal cognome di un signore che corre ad un passo piuttosto lento consentendo così una corsa in compagnia con il fiato intatto per chiaccherare e scherzare. Anche quando non era presente per indicare un allenamento tranquillo si era soliti dodificarlo battezzare così un’andatura serena. La società di Guidi, anche attraverso un buon uso di Facebook, sta ingrossando le fila “rubando” iscritti a sodalizi più consolidati nel tempo, nessuno pensa al cronometro, le gare diventano degli allenamenti comuni a gruppone compatto, interessa la medaglia che identifica il finisher, me poca attenzione alle classifiche di società o individuali, si organizzano raccolte di fondi e di scarpe da running. Guidi ha capito che il fattore agonismo è recessivo, destinato a esaurirsi, meglio curare l’abbigliamento, il logo del Cappone funziona, le felpe, le magliette punteggiano decine di manifestazioni, gli organizzatori di maratone li chiamano a fare colore, la simpatia emiliana è contagiosa, spesso fanno i pacemaker con palloncini e fischietti. Non manca un inno e un videoclip girato a Bologna nel giorno della Run Tune Up…

Ancor più indicativa dei tempi moderni è l’esperienza raccontata da Roberto Erioli, il gruppo 9.92 Running, nasce infatti dalla consuetudine di postare i propri risultati cronometrici su Facebook, rompendo però il mito delle “distanze tonde”. Basta mandare la foto del satellitare che testimonia la distanza percorsa (9920 metri precisi precisi…) e si fa parte di una comunità che taglia tutta la penisola. Anche questa regola piuttosto bizzarra nasce da una sorta di burla alla Amici miei. Il 23 ottobre 2014 un podista pubblicò la foto su Facebook che indicava appunto questa distanza non olimpica scatenando una tempesta di commenti ironici. Ora il gruppo conta oltre quattromila membri ha una divisa e si avvia all’affiliazione federale, hanno allacciato rapporti con alcune maratone (Venezia, Reggio Emilia, Ravenna, Ferrara, ColleMarathon, Terni) che permettono agli aderenti di iscriversi a condizioni agevolate. Attraverso l’iniziativa Testaecuore che ha donato l’intero ricavato della vendita di cuffie personalizzate sono stati raccolti 11 mila a favore dell’Associazione per la Cataratta Congenita infantile coinvolgendo top runner come Valeria Straneo, Carmine Buccilli e Emma Linda Quaglia. Difficile inquadrare una realtà come questa, nasce puramente virtuale da una pagina di Facebook, ma poi gli eventi si fanno concreti, si organizzano gare, eventi, e ci sono davvero podisti in tutta Italia che corrono per i colori della 9.92.

La serata è stata conclusa da un intervento di Mario Pavan,  un allenatore molto attivo sul territorio che ha riportato l’accento su quanto sia fondamentale riportare nelle scuole la corsa, i salti e i lanci. Mario lavora con una quarantina di bambini delle classi V e VI nelle ore di educazione fisica intraprendendo un progetto di gemellaggio con l’Atletica Blizzard, una società di Atletica leggera dell’area bolognese molto attiva a livello giovanile. Purtroppo è solo e se anche altre scuole di altri comuni fossero disposte ad intraprendere questa esperienza mancherebbero tecnici federali.

Perchè si sarà anche bisogno di Atleti 2.0

Auguri.

Articolo già uscito sulla rivista Correre, le foto sono di Jessica Scagliarini