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Factory Fattori | 18 Gennaio 2020

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OSTACOLI A GELA

OSTACOLI A GELA
Saverio Fattori

C’è una strada a un senso, ci sono dei lampioni, dalla parte sinistra guardando il video girano le auto, si riconosce una piccola Fiat Panda, si sentono delle voci, la cadenza è siciliana, voci di ragazzini e adulti, la corsia destra è anomala, fuori da ogni codice della strada, è intervallata da ostacoli, sì, ostacoli per le gare di atletica leggera, i ragazzini che li affronatano dimostrano piedi buoni e tecnica.

Il video l’ho trovato sulla Home di Facebook, è un ricordo rievocato, sono passati tra anni. Mi chedo se la situazione sia cambiata. È chiaro che questo video non è una bizzarria per attirare media ingordi di stranezze, è chiaro che quei ragazzini così veloci il tartan lo vedono solo in gara, è chiaro che ci vuole coraggio a fare atletica da queste parti, e gli allenatori sono tecnici di frontiera che si sostituiscono a tutto, allo Stato in particolare, forse prima che a una federazione.

Decido di contattare Massimo Bianca, voglio capire qualcosa di più, è l’allenatore di Gela, è agente di Polizia, ha tutt’ora il record siciliano di decathlon categoria Allievi, quando da Siracusa è stato trasferito a Gela ha ripreso a corricchiare con gli amatori, per la pancia, poi ha pensato che era meglio dedicarsi ai figli di questi podisti, le sue sono competenze antiche, un po’ arrugginite, specializzato in ostacoli veloci, ma riprende i libri, è istruttore Fidal, e soprattutto si confronta, entra in contatto con grandi tecnici siciliani come Pisana e Giannone, perchè la Sicilia da sempre è terra di grandissimi, Massimo fa domande, nulla al caso, perchè è più delicato allenare ragazzini che amatori.

In un messaggio privato su Facebook mi dice che non è cambiato nulla, la situazione quella è, questa rimane, e rimarrà nei secoli, nemmeno qualche finta gattopardesca andrà in scena, nemmeno questo articolo che sto scrivendo cambierà nulla. Mi passa anche altre foto: un corridoio di tartan, un ostacolo fatto da un buon falegname, due giovani siepisti in volo che atterreranno su terra dura, che è sempre meglio che l’asfalto, il tutto calato in uno spiazzo di periferia nel nulla. In un’altra foto tre giovani atleti cercano di trattare senza isterismi con un cane randagio, poi mi passa anche il video completo, quel cane scuro di medie dimensioni non è cattivo, corre con i ragazzi, ha solo bisogno di compagnia. I cani randagi sono una costante da queste parti.

Alcuni anni fa il gruppo cercò rifugio in mare nel corso di un allenamento in spiaggia, nel 2015 rubarono pure gli ostacoli, in seguito ricomprati dal Cus Catania, riconoscente per il lavoro di scouting.

Gela è una città di oltre settantamila abitanti nota per il vasto Petrolchimico dell’Eni sorto negli anni Sessanta per volontà di Enrico Mattei, quell’agglomerato di ciminiere che sembra l’unico destino accettabile e obbligato per una grossa fetta della popolazione versa oggi in una grossa crisi. Non è un territorio facile questo, da queste parti una costola di Cosa nostra reclutava ragazzini tra i tredici e i sedici anni per attività criminali, Baby killer di Giuseppe Ardica uscito per Marsilio nel 2010 ne traccia il profilo.

All’inizio alla Young runner Gela sono venti unità, poi la dispersione, inevitabile in un contesto così difficile, ma quello che rimane è eccellenza pura, ovviamente il passaggio ad altre società per i ragazzi più forti è inevitabile, impossibile pagare le spese per le trasferte, nessuno sponsor si è fatto vivo in città, ma il gruppo di lavoro rimane a Gela, compatto, e funziona. Uno dei due siepisti in volo è Samuele Licata, classe ’99. Samuele arriva in pista (hem, si fa per dire…) già a sei anni, da subito sgambetta bene, da cadetto corre i 1200 siepi in 3’20, è record italiano, da Allievo ha ottenuto il minimo per gli Europei nei 2000 siepi, solo la febbre gli ha impedito di essere alla partenza, il suo è un talento ad ampio spettro, non ha limiti, lo scorso anno ottiene quattro minimi per gli europei Allievi: 400 piani, ostacoli, 800, 2000 siepi… alla fine la convocazione è arrivata per i quattrocento a ostacoli, per un buon 53’27.

Samuele non è passato certo inosservato, per fortuna in atletica i numeri parlano chiaro, in questo caso urlano. Nel 2016 ha meritato una borsa di studio denominata Io credo in te istituita da Orlando Pizzolato e patrocinata dalla Fidal, riservata a soli tre prescelti dopo attenta analisi del panorama giovanile nazionale. È qualcosa, forse non abbastanza. Massimo Bianca al telefono mi racconta dell’ultimo allenamento di rifinitura prima dei campionati italiani Juniores dove Samuele correrà gli ottocento col quinto tempo di accredito: 600mt in 1’24, 400mt in 53′ e un 200mt in 24′. Tutto su asfalto, perchè il Comune più di tre corsie di sessanta metri in tartan non ha potuto offrire, con Massimo ad affiancarlo in macchina a dargli i passaggi e a proteggerlo.

Sarà pure una metafora della situazione, ma Gela sforna ostacolisti, come se gli ostacoli non bastassero mai, Clara Tasca, nonostante qualche problema di anemia, lo scorso anno è arrivata settima agli Assoluti di Rieti nelle siepi, mentre scrivo Clara ha appena vinto i societari siciliani di cross, ma questo luogo misteriosamente sembra una miniera inesauribile, da non credere, Mario Bianca, figlio di Massimo, classe 2000, da cadetto vanta un 6’30 nei duemila… siepi naturalmente. Mario mi dice che se potesse non lo allenarebbe, come se le due figure, quella paterna e quella di tecnico, entrassero in conflitto, si tende a pretendere di più, a essere più rigidi.

Giorgia Vara ha iniziato con le prove multiple, nel 2015 è arrivata quinta agli assoluti di Milano nei quattrocento… ostacoli…che ve lo dico a fare. Curiosando tra le schede Fidal di questi ragazzi scopro che hanno frequentato tantissime specialità dell’atletica, quasi tutti hanno punteggi importanti nelle prove multiple, Massimo al telefono mi dice che a suo parere solo dalla categoria Juniores è bene concentrarsi su una gara, e che prima sono tantissime le variabili da considerare, aspetti psicologici, di vita, non ristretti al campo strettamente tecnico, ogni atleta è un mondo a sè, da esplorare, a volte il talento è evidente, ti scoppia tra le mani, in altri casi è il lavoro che dà risultati inattesi.

Sono tanti i risultati che leggo, rischierei di riempire l’articolo di numeri, tutto nato sull’asfalto della periferia che confina con una vegetazione gialla, secca e anarchica, e tutti combattono per guadagnarsi spazio, le macchine, le rotonde, i lampioni, ognuno a rivendicare il diritto ad esistere, l’allenatore, i cani randagi, i ragazzini che fanno ripetute, gli automobilisti distratti. Un giorno un’auto ha preso la curva larga e si è caricata un paio di ostacoli sul cofano e non si è nemmeno fermata. Qualche volta vanno a consumare un po’ le chiodate in pista a Vittoria, trentacinque minuti in auto, una pista abbandonata famosa per avere un albero le cui maestose chiome invadono l’ultima corsia. E chi siamo noi per mettere limiti alla Natura?

Naturalmente gli ostacoli vanno caricati in auto, la pista di Mazzarino non ha vegetazione prepotente, ma è troppo lontana, quasi a un’ora, difficile organizzarsi.

Ma non riesco a chiuderlo questo pezzo perchè i risultati dei ragazzi di Gela mi assediano, mentre rimetto mano al testo Clara Tasca vince il prestigioso Trofeo Sant’Agata, mitica corsa su strada catanese, ma soprattutto Samuele Licata al primo anno di categoria arriva secondo ai campionati italiani Juniores sugli 800 metri con una facilità di corsa impressionante, battuto solo da Simone Barontini, un vero fenomeno, e altro nome che in futuro sentiremo.

Tutto questo Massimo Bianca lo sta ottenendo con un gruppo di lavoro di una decina di atleti, o forse proprio per questo…

 

Articolo uscito sulla rivista Correre