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Factory Fattori | 18 Dic 2018

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Saverio Fattori

La signora Valenti aveva letto pochi capoversi di un libro prima di rigirarsi su un lato del letto e di tirarsi la coperta appena sotto al collo. Lo scrittore parlava in prima persona, colpevolmente privo di pudori, elencava le sue paure. Gli scrittori fanno cose così. Era atterrito dalla claustrofobia. Anche dall’altezza. E dai terremoti, comprensibile, dal momento che viveva a Los Angeles, per il resto non temeva nulla. A parte la morte. La morte.

Poi lo scrittore era morto comunque, nel 1983, era scritto nella breve biografia della quarta di copertina, sotto alla foto. La signora Valenti aveva pensato che lo scrittore dall’alto del suo talento aveva parlato della morte per scacciarla. Per negarla. Per irriderla. Poi era morto ugualmente. 1983. Una data non troppo remota per la signora Valenti. C’era qualcosa di tragico e di assoluto nella cosa, qualcosa che non poteva concretizzare a parole. Sarebbe successo anche a lei di morire. Solo sudore. E affanno nella respirazione, battiti accellerati. Doveva pensare ad altro, attimo dopo attimo, per tutti i giorni a venire, concedendosi pochi cedimenti… doveva pensare al suo decadimento da posticipare, ai corsi in palestra, alle cosce della figlia in assenza di smagliature, allo shopping, a trasgressioni sessuali sotto controllo, a quotidiane competizioni. Ne avrebbe parlato al guru, giovedì, prendendoselo in disparte.

Morto nonostante. Nel 1983. Nato a Denver, nel Colorado, nel 1911e ivi morì. Nel 1983.
Si era ricordata anche di un altro scrittore… cominciava con la “B”… si era imposto di non morire al sanatorio, eroso da pleurite essudativa. Non avrebbe dato la soddisfazione alla suora di sollevargli il braccio inerte per constatarne l’assenza dei battiti. Lo scrittore che iniziava con la “B” era poi ugualmente morto. Nonostante la forza evocativa e rassicurante del suo scritto. 1989.

Un altro scrittore di fantascienza aveva scritto nel retro copertina di un suo libro questa frase:

Voi siete morti, io sono vivo.

Era morto nel 1983. Gli scrittori fanno cose così. Poi muoiono. Quelli famosi muoiono un po’ di meno.