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Factory Fattori | 20 Maggio 2019

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FINTA PELLE

FINTA PELLE
Saverio Fattori

Brillo pochi mesi dopo morì, non lo trovarono in un cesso di un locale pubblico chiuso dall’interno come capitava in città. In paese si moriva nel cesso di casa.

Ci sono varie tipologie di morti. Il contratto a tempo indeterminato era una di queste.

Brillo aveva un indubbio fascino, alle donne piaceva, soprattutto a quelle della classe di mezzo, le ’65, camicia bianca e pantalone leggero, si muoveva con grazia, la Marlboro da pacchetto regolarmente acquistato si librava nell’aria come la bacchetta di un direttore d’orchestra, di sera poi quella piccola brace rossa pareva una lucciola ubriaca. Però non lo avevo mai visto così da vicino come quel giorno. E quel giorno vidi le mani. Erano le mani di un mostro, mani deformi. Quando le vene non tirano più, devi cercare i capillari, e lui li trovava sul dorso delle mani, che si erano gonfiate. E non era facile beccare quei rigagnoli in perenne secca. Un gran tossico spacciatore delle terre di Romagna venerava Brillo, era l’unico capace di trovare il modo di iniettargli la roba, dopo naturalmente per riconoscenza l’eroina gliela offriva. Circostanza favorevole alla repentina dipartita. La pelle dei tossici è finta pelle, una carta geografica affascinante, si sono strade, superstrade, autostrade, e sentieri appena accennati. Quando non trovi più nemmeno un capillare ricettivo sull’intera superficie del tuo corpo è tempo di morire.

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