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Factory Fattori | 9 Luglio 2020

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IO, LA CORSA E FACEBOOK

IO, LA CORSA E FACEBOOK
Saverio Fattori

Temuto o atteso, è uscito il libro di Carlo Esposito, alias Carlo Scrivente Maiale, scritto per chi lo detesta e per chi lo ama su Facebook. Diciamolo pure che è un testo molto eterogeneo che testimonia di un egocentrismo notevole, eppure questa caratteristica, che in altri casi sarebbe insopportabile, nel corso della lettura diventa perdonabile e funzionale. E perché mai? Il fatto è che per analizzare il mondo esterno per prima cosa Esposito scava dentro di sè, si “sporca”, e ci racconta le proprie debolezze, le sue cadute di stile, sulla sua pelle vive i tic della corsa dei nostri tempi navigando a vista nel mondo della corsa da neofita, sopratutto quello dell’ultramaratona. All’inizio è un idillio, ma qualcosa via via si incrina e poi si rompe. All’inizio è preso dalla felicità fanciullesca del collezionismo di chilometri percorsi e dalle medaglie conquistate, ma da dentro quel mondo inizia a stargli stretto, i riti degli adepti delle lunghissime distanze mostrano qualche muffa che non gradisce.

Carlo Esposito, napoletano, classe 1975, è agronomo ed enologo (una parte del libro è dedicata a questa sua attività e svela un po’ di retroscena sul concetto di “biologico”), come sportivo arriva a buoni livelli nelle arti marziali ed esordisce solo nel 2015, da podista lento, come tanti che arrivano al nostro sport tardi. Si butta bulimico nel nostro mondo con un’irruenza polemica che destabilizza l’ambiente dei social, fa scandalo. Questo libro va letto anche da chi non lo sopporta, anzi, soprattutto da chi non lo sopporta nelle sue esternazioni che a volte sono violente e sopra le righe. Nel libro scopre le sue carte e il gioco si fa evidente: Quando so di avere ragione, e vengo aggredito da un branco, faccio la cosa che il mio maestro mi ha insegnato, mi faccio avanti a pugni chiusi (metaforicamente). Molto coraggioso, e talmente ingenuo da essere quasi stupido. Questo forse è la strategia di Carlo Scrivente, viene avanti nelle polemiche senza tracce di politicamente corretto, come un cinghiale, quasi da sembrare ottuso. Ma non lo è. E il libro è comunque ben scritto. Sta di fatto che in giro (ovvero, in rete) si dice che è meglio non farselo nemico. Ma anche dimostrarsi solidale può esporti a qualche problema.

Nel libro avrete anche i dettagli relativi a storie di doping più o meno recenti, macchie che troppe volte si sono rilevate attaccate con successo da abili smacchiatori. Sul doping, come sui tagliatori, Esposito è un mastino, un inquisitore, intransigente, quasi ossessionato, sia con gli atleti forti che hanno voluto essere fortissimi, sia con gli amatori che accampano strambe giustificazioni quando risultano positivi, la questione è sempre la solita, e riguarda i benedetti cortisonici, il doping per tutti, la scatola che troviamo in casa nella scatola dei medicinali perché babbo qualche tempo fa è rimasto bloccato con la schiena. Nel libro è tutto ben documentato, anche le reazioni dell’ambiente, tutto si fa tifoseria, pochi vogliono informarsi davvero sui fatti e sulle regole, cerchiamo altri disposti a rafforzare le nostre idee preconcette e ci dividiamo in fazioni impermeabili.

Poi ci sono le bizzarre dinamiche di Facebook, stelle e stelline che brillano nel firmamento di luce artificiale, spesso a fronte di risultati tecnici scarsini, qualche vetro colorato in controluce può sembrare prezioso nella guerra dei Like, a volte nel sottomondo dei social ci sentiamo ricchi con i soldi del Monopoli, Esposito paragona la vetrina di Facebook al ritratto di Dorian Gray, nella pagina del nostro profilo ci mostriamo per quanto possibile belli, sportivi e positivi, nascondendo il nostro corpo che cambia, invecchia e le zone oscure del nostro animo e per sondare certi gorghi Esposito non esita a fare una azione eticamente in bilico, inventa un paio di profili fake, uno maschile e uno femminile, e leggendo il libro capirete ragioni ed esiti di questo spericolato esperimento…

IO, LA CORSA E FACEBOOK, Carlo Esposito, edizioni Albatros, euro 14,90 (parte del ricavato della vendita sarà devoluto alla realizzazione e al sostegno dei laboratori solidali di scrittura LetterariaMente)

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