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Factory Fattori | 29 Settembre 2021

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L’orrore più geniale

L’orrore più geniale
Saverio Fattori

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Per me.
Tornare sul luogo del.
Errore.
L’errore più geniale.

Circunnavigo il 15 di via Ugo Bassi ed è già abbastanza rischioso. Il brulichio umano è dilatato e lento. I bolognesi bene in arnese sono già migrati verso Formentera con i capelli scolpiti, sfumati, rasati. Marco Orea Malià per Formentera, isola moderatamente trasgressiva, consiglierebbe un capello naturale: basetta lunga e incolta alla Steve McQueen, 
dollscopertinaun capello spettinato fai da te, ma nessuno sa più che faccia avesse Steve McQueen e associano questo nome a una marca di profumo.
Via Montegrappa, via Battisti, via Calcovinazzi, e ancora su, di nuovo per Ugo Bassi. Costui fu un patriota e religioso nel periodo risorgimentale, si offrì volontario come cappellano nella Prima guerra di indipendenza, indipendenza anche dalla fica visto che sembra avesse preso i voti a seguito di una delusione amorosa, ma fu un buon rivoluzionario e un ottimo combattente, finì fucilato a Bologna a quarantotto anni per mano austriaca.
Io cammino, tengo lo sgiardo a terra, ondeggio il capino, non ho timore di dare l’impressione di una persona malata nel cervello o pericosa. In questo pomeriggio di stallo grigio darei nell’occhio se fossi un essere umano standard, i modelli base in giro scarseggiano. Difficile capire quale profilo tenere per garantirsi l’invisibilità. Nei bar le ragazze sono belle, per lo più lavorano nel settore terziario, occupano uffici con grandi vetrate, alle superiori e all’università erano più studiose dei maschietti e ora sono passate alla cassa, uomini donne e baristi parlano tutti di un solo argomento, le vacanze, passate e future. Individuo Beatrice, la donna di Marco Orea Malià, su Google ho trovato centinaia di foto, l’anonimato nessuno può averlo, nessuno lo pretende, mescola un cappuccino incurante della temperatura. Sembrano avere tutti qualcosa di stimolante da raccontarsi, amici comuni, aneddoti divertenti, gesticolano. Le sigarette sono bianche e sottili, le montature degli occhiali, bellissime. Le femmine assestano il contenuto delle borsette, controllano display di telefonini, sanno muoversi come pantere a un evento organizzato dalla Carisbo come a una serata techno minimal al Link, a un raduno commemorativo delle giornate di Woodstock e a una prima al Comunale. Animali di un altra razza, seguo i gesti eleganti con invidia, sapendo che non si può replicare con sforzo ciò che la natura regala. Beatrice e le altre sembrano replicanti, efficientissime intelligenze artificiali che viaggiano su fibre ottiche, carbonio e silicone. Io sono carnazza, non ho mai trovato collocazion, sembre fuori posto e fuori tempo, disallineato, fuori sincrono, scaleno.Questo provoca abrasioni dell’anima, ti costringe a stare preoccupato, sempre in difesa, il tempo non ti scivola via leggero, pensi, pensi continuamente, torni sugli stessi sentieri, credi di fare un sacco di strada e ti accorgi di essere nello stesso punto, solo molto, molto più vuoto.

Le ragazze al bar. Nulla le mette a disagio, si plasmano a tutto e tutto plasmano, sanno tenersi appiccicati a culo e tette gli occhiacci dei maschi, hanno spalle larghe da nuotatrici e caschetti neri playmobil, nelle mutandine tengono lische di pesce di una perfezione commovente, non abbassano lo sguardo e tengono i tuoi occhiacci in ostaggio, se non sei Maschio Alfa il cazzo ti si fa piccino, l’emotività ti vince, il sangue va ovunque fuori che lì e sudi, sudi acido, vuoi pompare sangue ossigenato al centro del tuo corpo con la forza del pensiero ma fallisci perchè sei dentro a un atomo inscindibile e il corpo che hai sotto è solo dettagli sgradevoli.

Non mi era mai successo prima, e tu sei così bella, sei troppo bella.
Non ti preoccupare, capita.
Forse non dovevo fumare quella canna.
Ti dico, non ti preoccupare.
Sto seguendo un regime alimentare che esclude le proteine animali. Forse…
Sì potrebbe essere quello. Probabile.
Cazzo fai, ti rivesti?
E che cazzo dovrei fare?
Lo so. Prima o poi sarò un aneddoto per le tue amiche stronze. Lo racconterai a Formentera, sempre che tu resista fino ad agosto. Racconterai della cazzata della dieta senza proteine animali. 
Senti basta, e non vado a Formentera, vado in montagna. Mollami. Non mi toccare, mollami o grido.
Tu lo racconterai, in montagna, ma lo racconterai, e io non so se posso lasciarti andare.
Lasciami il braccio o davvero inizio ad urlare.
Tu devi promettermi.
Basta!
Conosci una certa Beatrice? Dimmi solo questo e dimenticami, dimenticati di oggi, io ti trovo sai.
Falla.
Finita. La faccio finita, sì. Lo sapevo, un replicante di bell’aspetto, un buon lavoro in silicone. A modo mio sono Maschio Alfa. Sappilo.

Come siamo finiti in questo bed&breackfast? Io non ricordo nulla. Nulla. Dimmi tu.