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Factory Fattori | 9 Dicembre 2022

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COSTANTINO ERRANI, AU BOUT DE SAUFFLE*

COSTANTINO ERRANI, AU BOUT DE SAUFFLE*
Saverio Fattori

Al rientro alle corsette domenicali dopo tre anni di latitanza dorata mi è capitato di correre non troppo lontano da uno di quei podisti che corrono regolari e finiscono forte, molto forte, troppo forte per chi come me si spegne come un cerino: canotta gialla Acquadela Bologna, basette, carnagione scura, una curiosa somiglianza con il maratoneta brasiliano Vanderleide Lima, il bronzo dei Giochi olimpici di Atene, anche nell’incedere, parte superiore del corpo gettata in avanti come in avanscoperta, alla fine guardi le classifiche e ti rendi conto che nei pochi chilometri finali (i più importanti…) ti ha rifilato secondi a decine. Poi capita che lo rivedi in un articolo di Repubblica.it  (https://bologna.repubblica.it/cronaca/2021/09/07/news/congelare_il_tumore_con_la_crioterapia_i_primi_6_pazienti_curati_con_questa_tecnica_al_rizzoli_di_bologna-316821733/) e non ti sbagli, è proprio lui, e ti rendi conto che ci sono persone che tra una garetta domenicale e l’altra, nel corso della settimana fanno cose piuttosto importanti. Sono vite da indagare, ecco cosa mi dico in questi casi.

Per prima cosa interrogo il motore di ricerca e il sito dell’Università di Bologna così recita:

Professore a contratto presso l’Università di Bologna. Le sue ricerche si svolgono nell’ambito dell’oncologia muscoloscheletrica. Gli interessi di ricerca sono rivolti in particolare ai tumori primitivi dell’osso e dei tessuti molli. Inoltre collabora ad uno studio multicentrico internazionale sullo studio delle metastasi scheletriche. Impegnato in progetti di ricerca nazionali ed internazionali, collabora con diversi Istituti internazionali. Autore di numerose pubblicazioni ha ricevuto diversi premi e riconoscimenti da prestigiosi Centri ed Istituti.

Lavora come chirurgo e ricercatore presso l’Istituto Rizzoli di Bologna uno dei centri più importanti al mondo per quanto riguarda il settore nel quale opera, il suo lavoro è una passione pressoché totale, me ne rendo conto al telefono, dalla voce che esprime entusiasmo quasi giovanile, e quasi mi stupisco che la corsa possa trovare spazio, che qualunque altro intralcio possa contendere il suo tempo, considerate anche le sue quattrocento ore di straordinario all’anno.

Durante un periodo lavorativo in Africa

Il secondo passo è consultare il sito della Fidal dai quali si evince che Costantino è rimasto legato soprattutto alle distanze brevi che correva quasi in simbiosi con il fratello gemello, alle scuole medie nelle fasi provinciali primeggiavano e furono spediti fino a Messina per la finale nazionale di corsa campestre dei Giochi della Gioventù. La faccenda si complica dopo un viaggio interminabile in treno, un giorno intero, e non è facile emergere: ci sono tutti i migliori marmocchi del Paese buttati lì a sgambettare in quella strana campestre di duemila metri in riva al mare, quel giorno il destino di Costantino si incrocerà con quello di Davide Raineri in un bizzarro viaggio parallelo. Raineri è salito alle cronache negli ultimi anni come over 45 prodigio, sarà lui il vincitore di quella lontana battaglia epica in terra siciliana. Anche Costantino ha ripreso la via della corsa alle soglie dei quarant’anni, e come da bambino adora le corse campestri brevi, tiratissime, affollate e complicate magari dal fango e le gare di mezzofondo veloce, 800 metri e 1500 metri, vedo anche un mille 2’57, che non è male per un M 45, partecipa a competizioni nazionali Master con ottimi accrediti, è stato sesto ai Campionati italiani Master a Campi Bisenzio nel 2019, ma si avventura fino a gare di dieci chilometri, li ha corsi da poco in un buon 37’43, se fa una mezza la corre per rimanere un po’ da solo con se stesso, non ha la preparazione per distanze così lunghe, riesce ad allenarsi solo un paio di giorni alla settimana, quando porta la figlia a giocare a calcio lui macina ripetute all’Antistadio di Bologna, il martedì e il giovedì, a volte il sabato in un altro mitico impianto bolognese, il Campo scuola Baumann, se in settimana la figlia non fa calcio tocca recuperare a tarda serata ai Giardini Margherita, nei mesi invernali naturalmente le ripetute sono lunghe, mentre verso primavera punta alla velocità, non disdegna qualche lento o un fartlek nel caso gareggi nel fine settimana, comunque parliamo di trenta o quaranta chilometri settimanali, se il tempo è poco non si può che puntare sull’intensità.

Ecco, se dovessi associare un termine a Costantino Errani di certo sarebbe: intensità.

Mi racconta che le sue competenze lavorative non lo aiutano affatto nella pratica sportiva, semmai è il contrario, quando corre e rimane da solo con il fiato buono e il battito regolare il cervello magicamente produce idee brillanti per il suo lavoro di ricercatore, quando corri se in un limbo di sana solitudine, hai pochi condizionamenti e oggi è uno di rari momenti nei quali siamo off line, tempo prezioso e inaspettatamente produttivo. Costantino è rimasto attaccato alla Sicilia, passa le estati a Filicudi, ama il cinema, Kubrick, Garrone e Sorrentino, in gioventù divorava Baricco e Sepulveda. Avesse fatto un patto col Diavolo, tra un Oro olimpico sui 1500 metri e un Nobel in medicina avrebbe scelto il Nobel, una vittoria sportiva è un fatto strettamente personale, una esplosione di gioia immediata, ma breve, mentre un Nobel per la medicina avrebbe ricadute positive più generali e dilatate nel tempo, spesso una grande scoperta è un testimone che viene raccolto da altri ricercatori che continuano il lavoro svolto e lo perfezionano o lo portano a soluzioni più concrete. Un progresso per l’umanità contro un successo individuale.

Si è recato più volte in Africa per lavoro e prima di operare ha sempre cercato di fare delle uscite di corsa, è anche così che ci si appropria di territori nuovi, e li ha visto da vicino quei bambini degli altipiani che a scuola vanno di corsa come fosse davvero la cosa più naturale[sf1] , forse meno naturale gli sembra tirare delle ripetute con Sowe Mustapha, un ragazzo scappato dai lager libici, inferni difficili da immaginare, e che fin dalle prime gare sembra avere gambe buone, a volte ti servono per scappare più veloce possibile con i proiettili che ti fischiano vicino.

Trofeo Vialarga, foto di Jader Consolini

Ora Costantino deve finire il Fog trophy, un torneo a squadre, un circuito di sei gare nell’area bolognese che inizia con la Tre Monti di Imola a ottobre e termina in dicembre con la Corrida del Progresso, una mezza maratona, e lì sarà davvero dura per lui, oppure verrà benissimo, capita quando la devi fare per doveri di squadra e nessuno si aspetta nulla da te. Poi ci saranno i tre cross regionali tra gennaio e febbraio del prossimo anno e gli 800 metri ai Nazionali master di Ancona.

*articolo già uscito sulla rivista Correre


 [sf1]